Cenni Storici sul Sud Salento

Questo breve cenno degli accadimenti storici nel sud Salento, è per meglio aiutare a comprendere questo territorio e la sua gente.

Si narra che il Creatore avendo terminato il suo compito, non disponesse ormai che di sole pietre…

… Le rovesciò tutte in Salento, donando però in cambio un sole splendido, un cielo terso ed un mare unico al mondo, così che i suoi abitanti potessero nel tempo vivere dando ospitalità ai visitatori.
Se quelle pietre: specchie, torri di avvistamento, menhir, dolmen, muretti a secco potessero parlare, ci direbbero, ad esempio, di scontri epici tra Narsete, generale bizantino, e Totila, re dei Goti, di “fare” longobarde (da cui deriva il nome della località La Fara, a Gagliano), di guerre tra Carlo Magno ed i mori a Vereto (Patù), del guerriero Geminiano, ed il suo probabile sepolcro (Centopietre a Patù), di Macurano, antico territorio dell’ uomo di Neanderthal (tra Gagliano, Corsano ed Alessano).

La costa rocciosa adriatica e quella più sabbiosa jonica conservano scolpite in modo ancora ben visibile antiche scritte dei Messapi (i primi colonizzatori del Salento) e uomini primitivi, come nella famosa grotta dei Cervi (porto Badisco) o nella miriade di altre grotte disseminate lungo la costa (vedi le grotte Cipolliane, grotta del Ciolo, grotte Cazzafri, del Diavolo e Porcinara a Leuca, grotta delle Tre Porte e del Drago, ecc…), veri spettacoli naturali, facilmente visitabili via mare.

I colori che caratterizzano questi posti sono il bianco delle case (…non a caso il nome “Leuca” deriva dal greco “leucos”, ovvero BIANCO), il blu del mare e del cielo ed il verde degli ulivi, dei pini, dei lecci e delle quercie secolari dell’ entroterra. Fine sabbia dorata che nulla ha da invidiare a quelle tropicali. Tramonti infuocati (facilmenti visibili la sera nella località S. Gregorio), e chiare albe (ad Otranto, la porta d’ Oriente, è possibile osservare la prima alba d’ Italia).

Gagliano del Capo è una ridente località salentina, a circa 150 metri s.l.m. e deve il suo nome ad un antico console romano,tale GALLO SULPICIO, che divenne assegnatario del territorio dopo la seconda guerra Punica.
Il nucleo iniziale del centro storico era delimitato dalle attuali vie: A. Bisanti, Abate Coppola e via Leopardi. Con l’ aumentare delle abitazioni, nacque il bisogno di una maggiore protezione dalle incursioni piratesche dei Saraceni e, nel 1550, per opera dei monaci basiliani, fu costruita una recinsione muraria, delimitata dalle attuali vie: Basiliano Le Mura ( dove sorge Palazzo Nesca), Vittorio Veneto e via Piave ( dove ancora sussiste un masso facente parte delle antiche mura, da tutti visibile ).

Gli stessi tentativi estremi di difesa si rinvengono in tutte le antiche costruzioni limitrofe, ed in particolare nel vicino santuario di S. M. di Leuca (sul promontorio Japigio), dove vi sono un’ infinità di scale, nicchie e rifugi, ben celati allo sguardo degli invasori, utilizzati come ultime possibilità di scampo.